piccolo glossario dei modelli di business
applicabili alla produzione
di contenuti multi-piattaforma
Intorno ai contenuti multipiattaforma stanno contendendo fra loro mille tassonomie. Alcune fra le tante espressioni di vario conio sorte in questi ultimi anni si stanno affermando; fra esse, cross-media (o cross-piattaforma, cross-over) e transmedia.
La differenza fra queste due tipologie di contenuti è rilevante:
- cross-piattaforma definisce uno stesso contenuto riproposto su diverse piattaforme;
- transmedia definisce contenuti diversi orchestrati su diverse piattaforme, ciascuna delle quali costituisce un punto di ingresso in un universo diegetico/drammaturgico unitario.
Per esempio chi opera per il ri-uso di un documentario lineare esistente al fine di proporlo sul web in forma interattiva, sviluppa un progetto cross-piattaforma. Chi invece utilizza, ad esempio, l'I-phone per raccogliere dal pubblico contenuti che andranno a comporre un webdoc e/o un filmato televisivo, sviluppa un prodotto transmediale.
Il contenuto cross-piattaforma o cross-over, o cross-mediale si declina da una piattaforma all'altra. Il contenuto transmedia è la risultante di percorsi produttivi distinti e coordinati.
Dal punto di vista del marketing editoriale la differenza fra cross e trans ha ripercussioni notevoli: il primo caso vede un'unica sorgente di contenuto riproporsi via via a differenti bacini di utilizzo, mentre l'approccio trans può ammettere strategie basate sulla congiunzione di consumo e cooperazione, permettendo non solo alleanze coproduttive tra professionisti ma anche l'utilizzo professionale di contenuti generati dall'utenza.
Fatta questa premessa di ordine editoriale complessivo, la riflessione sui neologismi che definiscono i modelli di business in ambito cross-piattaforma può portare alla sperimentazione di combinazioni impensate.
Branding - associazione di una marca al contenuto. Il contenuto è proposto gratuitamente, grazie alla raccolta pubblicitaria ad esso collegata. Il modello di rapporto con l'inserzionista può essere basato sulla combinazione di vari elementi, fra cui è essenziale il numero di "impressions" (contatti) dimostrabili.
Techterms
Crowdfunding – finanziamento di massa, uso della comunità online da parte di un’impresa per cercare finanziamenti sotto varie forme: investimento, sponsorizzazione, liberalità. Può includere micropagamenti.
Milliondollar
Financial Times
IndieGoGo
Crowdsourcing – fornitura di massa, modalità di fornitura consistente nella richiesta pubblica (web) di collaborazioni, cui il potenziale collaboratore risponde con una proposta a rischio che sarà remunerata solo in caso di acquisizione. Ha l’aspetto di una gara d’appalto, ma corrisponde a un contratto di associazione in partecipazione, dunque presenta un alto livello di rischio e un’alta probabilità di litigio. Può però essere utile per immettere user generated content in un progetto professionale. Maneggiare consapevolmente da ambo le parti.
Process
Money CNN
Freemium - fusione di free e premium, definisce un modello di business consistente nell'offrire gratis servizi basici, mentre si richiede un pagamento (premium) per contenuti avanzati o speciali.
Money CNN
Micropagamenti - massicciamente utilizzati nei giochi di ruolo online, i micropagamenti permettono l'acquisto dei contenuti premium. I micropagamenti possono essere effettuati con carte di credito e carte prepagate. I telefoni portatili possono essere utilizzati come mezzi di micropagamento.
Banca Sella
PayPal
Allopass
Subscription/Abbonamento - spesso abbinato ai micropagamenti, il modello per abbonamento consente di forfettizzare l'accesso ai contenuti per un periodo di tempo, oppure sino ad un totale predeterminato. A differenza dagli abbonamenti a giornali e riviste su carta, è frequente la formula dell'abbonamento mensile con rinnovo automatico.
Le Monde
Grazie a chi segnala nuove voci significative e/o nuovi link di approfondimento.
Indirizzare le segnalazioni a:
info@fert.org – Oggetto: glossario business models contenuti multi-piattaforma